“Ho deposito quest’oggi una nuova interrogazione sull’ospedale Spallanzani. Nella discussione della prima, quella relativa all’ipotesi di soppressione del corso di Laurea Infermieristica, sono emersi infatti particolari molto preoccupanti sulla precaria condizione strutturale del noto nosocomio capitolino. Per bocca della Regione Lazio e dello Spallanzani è stato ammesso non solo che l’immobile che ospitava da anni il corso ha riportato danni strutturali a seguito del terremoto di qualche mese fa, ma anche che esistono sia altri edifici lesionati - determinando quindi la rinuncia, per la stessa azienda ospedaliera, di tre locali fondamentali per le attività accademica in corso, sia altre strutture, che necessitano di ristrutturazione con costi difficilmente prevedibili e al momento privi di finanziamento. Inoltre, l’azienda ospedaliera si è trovata a dover alleggerire l’intero padiglione Baglivi delle attrezzature presenti, compresi i laboratori di biosicurezza che sono il “core” dell’attività e a dover utilizzare spazi interni idonei a recuperare e ospitare le apparecchiature fino al termine degli eventi di consolidamento statici ed antisismici necessari. Siamo di fronte a un quadro strutturale e funzionale paradossale su cui sinora il presidente Zingaretti si è chiuso in un impietoso silenzio. Per questa ragione nella mia interrogazione chiedo al governatore se la Regione Lazio sia a conoscenza della vulnerabilità e della inidoneità degli edifici dello Spallanzani; se siano previste o stati effettivamente avviate le relative opere di consolidamento statiche ed antisismiche e se esistano tempistiche precise per la conclusione dei lavori. È davvero incredibile infatti che a mesi di distanza dal terremoto, quelle strutture e quei locali siano ancora inidonei e interdetti con forte danno per l’attività didattica e sanitaria dell’ospedale Spallanzani”. Così, in una nota, il consigliere regionale del Lazio e coordinatore FI Provincia di Roma, Adriano Palozzi.

Pubblicato in Home Page

“Nelle scorse ore ho presentato una interrogazione urgente in merito alla soppressione del corso di laurea infermieristica presso lo Spallanzani. Una scelta ingiustificata, infelice, quella dei vertici del noto ospedale romano che avrà ripercussioni negative sul percorso accademico, intrapreso da alcuni giovani studenti. Studenti, duole ribadirlo, che vengono già da un anno, il corso di laurea 2016/2017, molto travagliato. In seguito alla forte scossa di terremoto di qualche mese fa, infatti, i ragazzi erano stati spostati in blocco nelle aule del laboratorio di virologia speciale, a causa dell’inagibilità di alcuni locali. L’odissea è poi continuata a febbraio quando gli stessi sono stati costretti nuovamente a traslocare, fino a utilizzare la sala stampa vicino al magazzino economale, dove hanno concluso le lezioni dello scorso anno accademico. E’ di questi giorni, infine, la sorpresa: il mancato rinnovo da parte dello Spallanzani della convenzione con l’università La Sapienza. Che fine faranno questi studenti? Saranno costretti a frequentare il corso di Laurea infermieristica in altri ospedali capitolini e, quindi, essere oggetto di un inutile accorpamento che non farà altro che creare sovraffollamento in altri istituti? Ad oggi, purtroppo, il disagio per i circa 50 studenti di infermieristica è elevatissimo: quelli del primo e secondo anno, i laureandi del terzo anno della sessione di aprile e gli studenti fuoricorso, saranno costretti a scegliere tra le sedi di medicina e psicologia: una situazione che creerà difficoltà logistiche per i ragazzi romani e fuorisede. Non crediamo sia questa la strada giusta. Per questa regione, chiediamo alla Regione Lazio se sia a conoscenza dell’amara realtà, e quali azioni voglia porre in essere al fine di trovare soluzione congrua ed opportuna al  evitare i danni sopra esposti. Noi, ad esempio, proponiamo come prima soluzione quella di aprire le aree del dismesso Forlanini, ospedale vicino allo Spallanzani, al corso di Laurea Infermieristica al fine di garantire e tutelare il diritto allo studio di questi 50 ragazzi”. Così, in una nota, il consigliere regionale FI, Adriano Palozzi.

Pubblicato in Home Page