Nomadi che fuggono dal campo di via Salone, dove sono stati bruciati alcuni moduli abitativi, e occupano illegalmente uno stabile comunale in via dei Lauri, nel quartiere Centocelle. Questo episodio paradossale dimostra l’anarchia ormai dilagante nei campi della Capitale e l’imbarazzante fallimento del piano rom, tanto decantato dalla sindaca Raggi. Che, più in generale, sulle politiche abitative continua a sbagliarle tutte, mantenendo economicamente chi non ha nessuna intenzione di integrarsi e trascurando le esigenze delle numerose famiglie romane sotto la soglia di povertà. Che fine ha fatto la presenza dell’esercito negli insediamenti nomadi? Che fine hanno fatto le promesse di sostegno alla Capitale d’Italia? Da Minniti alla Raggi, solo fumo negli occhi. E Roma continua ad essere abbandonata dalle istituzioni

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Sulla delicata questione rom la sindaca Raggi continua a prendere toppe clamorose. Oggi, ad esempio, si scopre che il primo campo nomadi che la Raggi avrebbe voluto dismettere, Camping River, ancora non ha chiuso i battenti e le famiglie ancora non hanno trovato casa, con il Comune di Roma che sarebbe pronto a trasferire i primi 50 rom all'interno di alcuni alberghi a nord della Capitale. Ovviamente a spese dei cittadini romani. Si tratta di una ipotesi inammissibile e fuori luogo, la solita genialata grillina che conferma l'inettitudine e la inadeguatezza di Raggi e compagnia. Tutto questo grida vendetta anche alla luce dei tanti romani in condizioni disagiate, che non possono permettersi un tetto sopra la testa e che sono stati totalmente abbandonati dal Campidoglio

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