Mercoledì, 03 Febbraio 2010 11:45

L'Importanza di un candidato espressione del territorio alle Regionali

3 febbraio, Cub della Libertà di Frascati
regione_lazio.jpgIdentikit del candidato più idoneo per uno scenario regionale che cambierà completamente.
 
Il 28 e 29 marzo andremo di nuovo alle urne per eleggere il Governatore del Lazio e il Consiglio Regionale che ne sosterrà l'azione. E' partita Sabato 9 Gennaio la campagna elettorale della candidata del centrodestra Renata Polverini, che proviene dal mondo sindacale, mentre, dopo l'uscita di scena di Marrazzo, il centrosinistra punta sulla Radicale Emma Bonino, che erediterà una situazione inevitabilmente influenzata dai recenti eventi. Ma più del fatto che saranno due donne a contendersi la poltrona di governatore di una delle più importanti regioni d'Italia, la nostra attenzione deve, necessariamente, focalizzarsi su alcuni aspetti di questa tornata elettorale che risulteranno decisivi nei prossimi 5 anni. Il primo aspetto da tener presente sarà l'importanza di queste elezioni per i due "nuovi" partiti maggioritari, il PD ed in particolare il PdL; sopratutto quest'ultimo, costituitosi meno di un anno fa secondo meccanismi provvisori di proporzionalità, sarà per la prima volta messo alla prova come partito unico, dove, due dirigenze, due elettorati, due militanze dovranno diventare una, al contrario degli elettori, che già si sono riconosciuti nella comune "visione" che hanno condiviso innanzitutto con il Presidente Berlusconi nelle ultime Politiche. Il nuovo partito e i suoi esponenti politici, dovranno passare una prova elettorale che nella sostanza discriminerà sul territorio la loro capacità di aggregazione individuale, la loro credibilità, proprio in nome di quel PdL che richiede un passaggio del genere per legittimarne il futuro operativo. In altre parole, non saranno più le vecchie insegne che regoleranno la presenza nelle future poltrone, bensì discriminanti saranno la capacità di ogni candidato di saper proporre in modo coerente quel “modello” di politica che il Popolo della Libertà ha inaugurato, e che alle recenti politiche ha ottenuto oltre 15 milioni di voti.

Il secondo aspetto da considerare è che questa tornata elettorale porterà all'insediamento del Consiglio Regionale che inaugurerà la riforma del federalismo fiscale, ovvero, che gestirà i flussi di denaro da riscuotere e quindi da destinare di nuovo “direttamente” in Regione. E' inutile sottolineare l'importanza che avrà la "rappresentatività" del territorio in tale Consiglio, dal momento che in particolare il Lazio vive la situazione di avere al suo interno il più grande e popoloso centro urbano d'Italia, inserito nella provincia con il maggior numero di comuni. E' chiaro che, in regime di federalismo fiscale, le esigenze finanziarie di una metropoli come Roma saranno soverchianti rispetto a quelle del territorio; andando ad affrontare le emergenze più importanti di cui soffre il Lazio, ovvero: la Sanità, il lavoro, la casa, i rifiuti, diventerà importante dunque che le istanze dell'hinterland della Capitale e del resto della Regione non vengano schiacciate da quelle pur legittime di milioni di romani. Il terzo aspetto da considerare, sarà la gestione del progetto per “Roma Capitale”, ovvero il "modello" di Capitale di cui si doterà Roma, e che avrà delle ricadute inevitabili sui comuni della Provincia. Attualmente esistono due modelli in discussione: il primo, vedrebbe le funzioni della Provincia assorbite dal Comune di Roma, riducendo l'autonomia dei comuni limitrofi; nel secondo, il baricentro di tali nuove competenze sarebbe focalizzato sull'attuale Provincia, piu o meno mantenendo la situazione attuale. Ora, è chiaro che gli oltre 120 comuni della Provincia di Roma, per storia, tradizioni, caratteristiche economiche e culturali, vivano certamente nel riflesso della gigantesca realtà della "città eterna", ma, certamente non possono, e non potranno mai essere, ridotti al ruolo che hanno per esempio i centri periferici di Londra, né le loro amministrazioni ridotte ad una sorta di sub-circoscrizioni del Comune di Roma esclusivamente per motivi amministrativi. Il caso dei Castelli Romani è indicativo di come l'economia del territorio sia legata a quella di Roma, però ben distinta, con le sue tradizioni e le sue eccellenze, che ne fanno dei centri rinomati che richiamano attenzione, turismo e ricchezza anche dall'estero. Ecco allora che risulta pacifico come in un quadro del genere sia importante non solo che nel nuovo Consiglio Regionale vengano portate tutte le istanze del territorio, in prospettiva futuristica per tutelarle e promuoverle, ma anche che la sua rappresentatività sia l'espressione diretta della nostra realtà, della nostra economia, dei nostri problemi, di uomini che provengono dai nostri territori. Spetta dunque ai cittadini elettori fare la scelta migliore, per far sì che non solo il loro voto vada al partito che meglio rappresenta il proprio ideale politico, ma anche che la scelta dei candidati all'interno delle liste esprima bene questa esigenza, affinché quel voto non sia solo un voto utile, ma anche "fecondo" per il futuro. Di proposito finora è stato fatto un ragionamento il più possibile generale. Crediamo infatti che, mentre la scelta nell'urna sia una responsabilità personale di ognuno, i principi regolatori con cui ognuno di noi esprime il proprio voto possano invece essere comuni; ci auguriamo dunque che non solo gli elettori di centrodestra, ma anche quelli di centrosinistra adottino questi stessi criteri di valutazione nella scelta dei candidati secondo loro più “rappresentativi” per il futuro Consiglio Regionale. Noi del Club della Libertà di Frascati, in accordo con l'Associazione Culturale IMAGO ed il Consigliere Comunale del PDL Mirko Fiasco, appoggeremo la candidatura a Consigliere Regionale per Il Popolo della Libertà di Adriano Palozzi, Sindaco di Marino, città dei Castelli Romani; riteniamo che egli, arrivato giovane alla poltrona di Sindaco dopo anni di impegno politico nella sua città, e attualmente eletto anche come consigliere provinciale a Palazzo Valentini, conosca bene le problematiche del territorio e in particolare quelle dei “Castelli Romani”, e che abbinando capacità politiche e amministrative già dimostrate sul campo, possa rappresentare in maniera compiuta e nel migliore dei modi le istanze dei nostri territori al prossimo Consiglio Regionale del Lazio.

Redazione Club della libertà di Frascati
Ultima modifica il Mercoledì, 19 Aprile 2017 15:30