Mercoledì, 09 Dicembre 2009 19:45

Roma e i Castelli Romani, tra contrasti politici e l'esigenza di una nuova governance istituzionale

Castellinews, 9 Dicembre 2009
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Si discute tanto di Roma Capitale e Città Metropolitana. Ma quali sono i rapporti tra il nostro territorio e il Campidoglio?Ne abbiamo parlato con Rugghia, Posa e Palozzi


«È folle che la Capitale continui a vivere nello splendido isolamento del raccordo anulare sapendo che università, centri di ricerca, porti e aeroporti, e occupazione sono stabilizzati nei nostri territori» ha detto Francesco Paolo Posa
 
(Castelli Romani - Attualità) - Allo stato attuale è una disputa impari, un confronto perso in partenza. Per usare un anacronistico gergo calcistico, è come se dovessero scendere in campo la stellare Olanda di Cruyff, targata anni settanta, contro la sconosciuta Nuova Zelanda, prossima avversaria dell'Italia nel girone mondiale di "Sud Africa 2012". Questo lo scenario, un po'azzardato ma purtroppo reale, del rapporto di potere instauratosi da sempre tra Roma e i Castelli Romani. Con la prima a farla da padrone ovviamente. Sono molteplici le situazioni nella quali la Capitale ha scaricato in periferia, dunque anche sui nostri territori, le sue problematiche più scottanti: il riciclo rifiuti, ad esempio. Il tema lo ha suggerito Antonio Rugghia, deputato Pd alla Camera: «Si guardi il progetto dell'Ama, cioè il Comune di Roma, che ha deciso l'individuazione della discarica ad Allumiera, la nuova Malagrotta2 – ha tuonato l'onorevole –. Questo fatto dà l'idea di come la pensano in Campidoglio». Stesso discorso dicasi, poi, per le concessioni edilizie e le opere infrastrutturali. La speculazione prevista nell'area del Divino Amore e di Mugilla, territorio sotto vincolo archeologico e ambientale alle porte dell'Ardeatina e rientrante in gran parte nel Comune di Marino sono il modello di una politica che non guarda più in faccia a nessuno, che mette d'accordo ideologie opposte per la modifica dei piani regolatori e per far costruire da "noi" quello che non si può fare da "loro". Con la complicità delle Amministrazioni comunali, che nel frattempo si preoccupano solo di scaricare la colpa del misfatto a questa o a quella amministrazione precedente. E così via a scendere a ritroso. Ha ragione lo stesso Rugghia quando ha affermato che «si riuscirà a far valere le nostre ragioni nel momento in cui si costituisce una forte alleanza tra comuni castellani per valorizzare le vere esigenze dei cittadini». Vere esigenze, non quelle del portafoglio di pochi. Esigenze reali e legate al territorio, come la difesa del diritto alla salute dell'individuo. Qui, per esempio, si potrebbe individuare un accenno positivo di profilo comune alla lotta per la delocalizzazione dei voli ciampinesi su Fiumicino, lotta che Palozzi e Perandini stanno intraprendendo da vario tempo incontrando il silenzioso astio di Alemanno. Alemanno che nel frattempo ha stipulato convenzioni e agevolazioni turistiche con le compagnie low-cost e si è opposto con malcelato ostruzionismo al dialogo con i sindaci di Ciampino e Marino. Comportamento definito "superficiale" anche dal primo cittadino della "Città del Vino": «È facile per il mio collega dire che Ryanair è utile a livello turistico… è difficile piuttosto per lui affermare che c'è una collettività come la nostra che non riesce a vivere a causa dell'estremo inquinamento acustico e ambientale del "Pastine"». Altri personaggi invece hanno invitato Alemanno al dialogo per la risoluzione di problemi connessi a singoli grattacapi del territorio castellano. A tal proposito il simbolo è stato il sindaco di Frascati, Stefano Di Tommaso, che ha spronato il Campidoglio per risollevare la tragica situazione del vino Frascati Doc, attraverso una linea collaborativa e comunicazionale basata sullo slogan a sensazione "Frascati, il vino di Roma". Se il primo cittadino capitolino sarà sensibile alla causa lo vedremo, cosi come si spera che dimostrerà a breve una sua più ampia disponibilità alla valorizzazione del ruolo dei Castelli Romani nella futura e innovativa filiera istituzionale, che sta vedendo in cantiere la creazione di nuova governante, la Città Metropolitana di Roma Capitale. Un progetto, che come ha definito il Presidente della Provincia, Nicola Zingaretti, «farà dell'efficienza, della semplificazione e della chiarezza dei ruoli i suoi cavalli di battaglia e punterà a superare l'attuale forma del Comune e della Provincia di Roma, creando un solo ente con poteri esattamente definiti». Dichiarazioni importanti quelle dell'onorevole, secondo «il quale si darà più forza, nella gestione quotidiana, ai Comuni della provincia e ai Municipi della capitale trasformati in comuni metropolitani». Moltissimo, però, ancora è da fare: nel nostro caso serve dialogo e unità di intenti da parte dei sindaci castellani, oltre ogni ideologia e al di là di lotte individuali e contingenti alla singola realtà comunale. Dall'altra Alemanno dovrà aprire i propri orizzonti alla provincia romana, ed in particolare ai Castelli Romani. A riguardo ha detto ironicamente Francesco Paolo Posa, Consigliere Pd a palazzo Valentini: «È folle che la Capitale continui a vivere nello splendido isolamento del raccordo anulare sapendo che università, centri di ricerca, porti e aeroporti, e occupazione sono stabilizzati nei nostri territori».
 
Marco Montini 
Ultima modifica il Mercoledì, 19 Aprile 2017 15:30