Venerdì, 27 Novembre 2009 01:00

Marino: nessuna incompatibilità per Palozzi

Castelinews, 27 Novembre 2009
foto_adriano_3011.jpgBocciata l'istanza presentata dal Consigliere Sandro Caracci
 
Il Sindaco: «Va detto che l'incidente nel quale è incorso Caracci è abbastanza comune per chi, in assenza di valide argomentazioni politiche, esercita il proprio tempo a cercare nell'uovo un pelo che evidentemente esiste solo nella propria testa»

(Marino - Politica) - «Nei confronti del sindaco di Marino, Adriano Palozzi, non si configura alcuna causa di incompatibilità prevista dall'articolo 61 comma 1 bis del Tuel (Testo Unico Enti Locali)». Con queste parole il Prefetto di Roma, Giuseppe Pecoraro si è pronunciato rispondendo all'istanza presentata dal Consigliere comunale Sandro Caracci, ex capogruppo del Partito Democratico, nella quale si chiedeva lo scioglimento del Consiglio comunale dovuto a una presunta incompatibilità del primo cittadino. 
 
Sulla vicenda è intervenuto lo stesso Sindaco Palozzi con poche righe a commento: «Prendo atto con soddisfazione della risposta fatta giungere tempestivamente dal Prefetto Pecoraro. Purtroppo va detto – ha proseguito – che l'incidente nel quale è incorso Caracci è abbastanza comune per chi, in assenza di valide argomentazioni politiche, esercita il proprio tempo a cercare nell'uovo un pelo che evidentemente esiste solo nella propria testa. Nello stesso tempo di certo e inesorabile, vi è il tempo di lavoro che la futile richiesta di Caracci ha impegnato presso i dipendenti comunali e quelli della prefettura. Ore di lavoro spese in controlli del tutto superflui che quei lavoratori avrebbero potuto dedicare in maniera più opportuna all'evasione di richieste sensate e non animate solo da una vis polemica fondata sul gossip più che sulle idee». «In questo senso – ha concluso Palozzi – vista la periodicità e la puntuale vuotezza delle istanze di Caracci destinate ai più svariati organismi di controllo, tra i quali la Corte dei Conti, mi verrebbe da chiedere a chi è esperto di diritto amministrativo, se non sarebbe opportuno fare in modo che le responsabilità e i costi legati all'evasione di domande simili, che si rivelano del tutto prive di fondamento, venissero messo in conto a chi se ne rende deliberatamente autore, perché evidentemente a danno unico della produttività degli enti ai quali ci si rivolge. Potrebbe essere un consiglio da rivolgere al Ministro della Funzione pubblica, Renato Brunetta, in attesa del prossimo intervento a orologeria di Caracci».
 
Redazione

 
Ultima modifica il Mercoledì, 19 Aprile 2017 15:30