Venerdì, 20 Novembre 2009 01:00

Regionali Marzo 2010: Intervista all' On. Francesco Aracri

La Destra delle Libertà, Novembre 2009
           
la_destra_delle_libert_logo.jpg


aracri__1_piano.jpgC.P.
La sinistra cerca con difficoltà di riaffiorare dalle macerie post politiche 2008, ma  intanto le regionali sono alle porte. Il Pdl quanto guadagnerà dall’inconsistenza del Pd?

F.A. L’opposizione di centro-sinistra è “democraticamente” nel caos. A stare alle dichiarazioni dei tre candidati alla presidenza del Pd, Pierluigi Bersani, Ignazio Marino, Dario Franceschini, il partito democratico vuole rappresentare l’alternativa migliore al governo di centro-destra e salire alla guida del Paese; nel frattempo cade nel ridicolo e perde di credibilità. Come? I tre “dell’Ave presidenza” si contraddicono continuamente, si lanciano accuse e si fanno guerra da soli denunciando brogli elettorali, tesseramenti gonfiati, eccessi di spese per la propaganda congressuale. Ma c’è di più: l’elenco dei congressi cittadini del Pd, che si allunga quotidianamente, è una farsa dove i voti presi dai candidati risultano essere numericamente superiori agli iscritti di quella città. In Calabria, il Presidente della Regione Agazio Loriero, sponsor di un pretendente alla presidenza Pd, ha risolto ogni problema: ha fatto una legge dove stabilisce che le primarie del Pd sono pagate con soldi pubblici (“democraticamente” pagano tutti i cittadini italiani); nel Lazio, Roberto Morassut, non esita a tacciare il Pd capitolino di inciuci e collusione con il sindaco di Roma Alemanno; La Rosy (Bindi) lancia stilettate al vetriolo ai suoi avversari e chi più ne ha più ne metta. E poi gli slogan delle primarie sono tutti un divertimento: si va dal "semplicemente democratico" (cioè?) di Co-Dario, a diamo "un senso a questa storia" (che un senso non ce l'ha), fino "alla politica che fa bene" del "guaritore" Marino che resta in sala d'attesa a parlare di operazioni. Il Pd, che non riesce a governare se stesso, pretende di governare gli italiani? Il partito dei tre “mosconi” è una sommatoria di insulti e di offese per ora. Marrazzo sarà il candidato alla Presidenza della Regione Lazio per un solo, semplice motivo: già litigano per guidare la segreteria del partito, mettersi a farlo anche per il Lazio, gli toglierebbe quel filo di credibilità che ancora gli rimane.

C.P. Eppure anche all’interno della maggioranza non sembrano tutte rose e fiori. La Lega s’impunta sulle sue posizioni, e pare che anche tra finiani e berlusconiani ultimamente non corra buon sangue. Che ne pensa?

F.A. La politica non è una questione di rose e di fiori. Ognuno ha le proprie peculiarità e ognuno risponde al suo elettorato. Il popolo è sovrano e sceglierà secondo i fatti e non le parole. Il territorio è un aspetto ancora fondamentale e decisivo. della politica. In una coalizione gli scontri, gli incontri, le querelle sono quotidiane, l’importante è la sintesi che ne scaturisce. Dai confronti dobbiamo uscire rafforzati, più solidi e determinati. Tutti noi dobbiamo portare il nostro contributo al Pdl. E comunque sulle linee fondamentali e relative al modello di governo del Paese, Pdl e Lega sono in sintonia.

C.P. Passiamo alle elezioni. Il 28 e 29 marzo gli elettori sono chiamati alle urne, confermeranno la fiducia al governo o le ultime vicende del Premier avranno qualche influenza?
 
F.A. Credo che gli italiani abbiano ben chiaro che da una parte c’è un governo che “governa”, affrontando e risolvendo anche le emergenze (Abruzzo piuttosto che Sicilia), e varando provvedimenti che per la loro ampiezza non hanno precedenti. In campo sociale e per quanto riguarda il mercato del lavoro, penso alle modifiche per ampliare gli ammortizzatori sociali a tutta una serie di lavoratori che viceversa sarebbero stati esclusi; il “pacchetto sicurezza” e l’avvio delle riforme della Pubblica Amministrazione, la scuola e l’università e la giustizia.

C.P. Proviamo a svelare l’arcano del Lazio. Chi la spunterà tra la Todini ex Fi, la Polverini neutrale e gli ex aennini Augello e Rampelli?

F.A. Il toto nomine mi affascina poco anche perché i nomi in campo sono persone con caratteristiche diverse ma di assoluto livello.

C.P. Su facebook ci sono gruppi che inneggiano alla ricandidatura di Storace alla presidenza del Lazio. Ipotesi plausibile?
 
F.A. L’operato di Storace come Presidente della Regione ha presentato più aspetti positivi che negativi. Dopo di che non credo che Storace sia oggi interessato a fare il Presidente.

C.P. E l’Udc? Casini farà il figliol prodigo e tornerà dal Cavaliere oppure giocherà anche questa partita da outsider?
 
F.A. L’Udc nel Lazio ha una ricca storia di collaborazione con il Pdl. Negli ultimi 15 anni l’Udc è stata al nostro fianco, in particolare dutrante il quinquennio Marrazzo il partito di Casini insieme a noi ha svolto un ruolo di puntuale opposizione. Nel nostro Lazio l’Udc è con noi e in tante realtà territoriali, una per tutta la provincia di Latina. quando ha fatto scelte diverse, si pensi alla provincia di Frosinone, è stato penalizzato dagli elettori. Infatti, se l’Udc dovesse passare dalla parte di Marrazzo, non sarebbe compreso dal suo elettorato.

C.P. La Puglia è una regione complessa: senza l’Udc difficilmente il Pdl vincerebbe. Quale sarà la strategia della maggioranza?

F.A. Credo che anche qui occorre privilegiare la strategia mettendo al centro i punti che uniscono e non quelli che dividono. Noi e l’Udc dobbiamo operare delle nuove sintesi.

C.P. Adriana Polibortone potrebbe essere la candidata Pdl?

F.A. Questo non lo so. Ma considerata la posta in gioco credo che ognuno dovrebbe abbandonare sogni personali e privilegiare la costituzione di coalizione ampia e forte che contrasti efficacemente il centro-sinistra per il lancio della Puglia. 

C.P. In Campania la situazione appare poco lineare, solo la sconfitta della sinistra è certa. Chi sarà il candidato di Pdl? La Carfagna?
 
F.A.
Vale per la Campania il ragionamento di Lazio e Puglia. si sta lavorando per una sintesi efficace, in grado di rappresentare non le tifoserie di partito ma la voglia di riscatto di una Regione, per anni offesa dalla sua Giunta a causa di un mal governo, come abbiamo spesso letto, colluso e condizionato dalla camorra.

C.P. Dopo le elezioni come sarà l’Italia?

F.A. Più di destra, più berlusconiana o più divisa? Sicuramente sarà un’Italia dove gli italiani saranno più protagonisti.

Clio Pedone

Ultima modifica il Mercoledì, 19 Aprile 2017 15:30