Mercoledì, 04 Novembre 2009 18:15

Il Sindaco Palozzi: "pace nel mondo, radici cristiane e sicurezza...molto merito alle forze armate"

 ufficio Stampa Marino 04 Novembre 2009

foto adriano summit.jpg Marino. Il primo cittadino di fronte agli studenti
 ha ricordato i caduti di tutte le guerre





Il sindaco di Marino, Adriano Palazzi rendendo omaggio alle Forze Armate e all’Unità Nazionale si è recato oggi, accompagnato da circa duecento studenti delle scuole, presso il Monumento ai Caduti di tutte le guerre. “La nostra nazione – ha esordito Palazzi - cammina a grandi passi verso la celebrazione dei centocinquant’anni trascorsi assieme nel nome dell’Italia unita. Un secolo e mezzo che ha visto un Paese cambiare radicalmente nell’immagine, nei suoi contenuti vivi, talora persino nei cosiddetti valori di riferimento. Due guerre mondiali lo hanno percorso, ponendo interrogativi significativi e talora angoscianti sull’attualità stessa dei dettati risorgimentali sui quali pure l’Italia ha posto le sue basi, è nata ed esiste”. “Da un decennio, come all’epoca delle guerre d’indipendenza italiane – ha proseguito Palazzi - siamo tornati inoltre a interrogarci sul senso di una fede quale è quella nostra cristiana, sulle sue implicazioni nel dibattito socioculturale, sul confine, anche qui, tra l’incontro e il rischio di uno scontro terribile tra fedeli di credo diversi. E’ questo – ha detto ancora il sindaco – il mondo globale che ci pone ormai di fronte all’interrogativo su quale futuro scegliere. Quello di una società senza radici e posta alla mercé delle epoche e dei suoi più biechi conquistatori oppure quello di una società fatta di uomini liberi e pienamente degni, di popoli, anche lontani, che vivono l’un l’altro fianco a fianco nel rispetto e nella solidarietà reciproci, con la coscienza di avere una mano vicina, pronta a correre in aiuto tutte le volte che sarà necessario? La risposta ci giunge proprio dall’esemplare modello di azioni, di valori, di vita che le Forze Armate hanno posto dinanzi agli occhi di tutti. Pace ovunque. Dall’Afghanistan all’Iraq, dal Libano al Kosovo, dalla Somalia fino, purtroppo, alle nostre città del Sud che negli ultimi decenni hanno avuto in più occasioni la necessità di un intervento organico dell’esercito per arginare una guerra senza fine con molti martiri e quasi nessun eroe. La guerra non dichiarata ma praticata dalla criminalità organizzata, che continua a combattersi tutti i giorni, ancora oggi, per le vie di alcune città meridionali, della Campania in particolare, laddove le istituzioni e certamente anche i rappresentanti delle forze dell’Ordine, in particolare i Carabinieri così come l’Esercito dovranno far sentire forte, autorevole e decisa quanto garante di una sicurezza che ad oggi manca alle popolazioni locali”. 

Daniele Priori              
Ultima modifica il Mercoledì, 19 Aprile 2017 15:30